Dall'urto devastante con la falange macedone e gli elefanti da guerra di Pirro alla caduta della superba capitale magno-greca Taranto, fino alla coniazione del primo argento statale e alla definitiva conquista dell'Etruria con la distruzione del Fanum Voltumnae: il quindicennio compreso tra il duecentottanta e il duecentosessantaquattro avanti Cristo rappresenta l'ingresso trionfale di Roma nella grande politica e nell'economia del mondo ellenistico. Il volume 6 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" chiude la sezione dedicata alla Repubblica Mediana, analizzando il titanico processo che trasformò la potenza regionale italica nella dominatrice incontrastata dell'intera penisola dallo Stretto di Messina fino ai fiumi Arno e Rubicone.
Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiografiche (Plutarco, Appiano, Livio, Dionigi di Alicarnasso, Polibio) e dei contesti materiali, il saggio ricostruisce le drammatiche battaglie campali di Eraclea e Ascoli Satriano, la genesi tattica della proverbiale "Vittoria di Pirro" e la memorabile fermezza morale del Senato, incarnata dal celebre discorso dell'anziano Appio Claudio Cieco che proclamò il divieto assoluto di trattare la pace con il nemico in armi sul suolo d'Italia. L'opera documenta la vittoria decisiva di Manio Curio Dentato a Benevento, la capitolazione di Taranto nel duecentosettantadue avanti Cristo e la tragica distruzione di Volsinii, ultimo baluardo della civiltà etrusca indipendente.
Il volume scompone con precisione numismatica ed economica la rivoluzione monetaria della Repubblica: l'abbandono del pesante bronzo fuso (aes grave) e la nascita delle splendide serie argentee romano-campane con la leggenda ROMA, coniate per finanziare la guerra e integrare i commerci dell'Urbe con i circuiti transmediterranei. Viene indagata la prima grande ondata di ellenizzazione culturale, l'incorporazione degli intellettuali greci come Livio Andronico, la riforma democratica dei Comizi Centuriati e la definizione delle trentacinque tribù territoriali.