Dal sangue dei fratelli Gracchi versato nel Foro all'invenzione dello stato di eccezione costituzionale con il Senatus Consultum Ultimum, fino alla nascita delle legioni proletarie professionali guidate da Gaio Mario: il quarantennio compreso tra il centotrentatré e il novantuno avanti Cristo apre la drammatica stagione della Tarda Repubblica, in cui le lacerazioni sociali e la crisi della piccola proprietà contadina infrangono per sempre la concordia civica dell'Urbe. Il volume 10 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" inaugura l'ultima grande sezione dell'opera, analizzando i meccanismi politici, militari e giuridici che trasformarono il conflitto democratico per la redistribuzione della terra nel prologo delle future guerre civili.
Attraverso una serrata disamina delle fonti primarie (Plutarco, Appiano, Sallustio, Cicerone) e dei documenti epigrafici, il saggio ricostruisce la battaglia rivoluzionaria di Tiberio Sempronio Gracco per l'approvazione della Lex Sempronia Agraria, la destituzione senza precedenti del collega Marco Ottavio e il suo brutale assassinio sul Campidoglio ad opera dell'oligarchia senatoria guidata da Scipione Nasica. L'opera scompone nei dettagli tecnici il grandioso programma di rifondazione democratica di Gaio Gracco dalle leggi frumentarie e viarie alla sottrazione dei tribunali ai senatori in favore dei Cavalieri, fino al progetto di una colonia oltremare a Cartagine e alla cittadinanza per gli Italici, culminato nella repressione armata del console Lucio Opimio sull'Aventino nel centoventuno avanti Cristo.
Il volume analizza con precisione storiografica lo scandalo della Guerra Giugurtina, la corruzione dilagante della nobilitas denunciata da Sallustio nella celebre formula di "Roma città in vendita", e l'ascesa dell'homo novus Gaio Mario. Viene documentata l'epocale riforma dell'esercito con l'arruolamento volontario dei nullatenenti (capite censi), la trasformazione della legione coortale con i "Muli di Mario" e la sacralizzazione dell'Aquila d'argento, che resero le truppe legate personalmente al proprio generale anziché allo Stato.