Dalla totale disfatta militare sulle rive del fiume Allia alla distruzione materiale dell'Urbe sotto i guerrieri celtici di Brenno, fino alla titanica rinascita architettonica e alla definitiva pacificazione sociale tra patrizi e plebei: il primo trentennio del IV secolo avanti Cristo rappresenta lo spartiacque più drammatico e formativo dell'intera storia repubblicana. Il volume 3 della monumentale collana "La Repubblica di Roma" chiude la trilogia sulle origini arcaiche, analizzando come lo shock dell'invasione senone abbia accelerato la metamorfosi di una città ferita in uno Stato moderno, protetto da mura imponenti e governato da un'oligarchia allargata e coesa.
Attraverso una rigorosa comparazione tra le fonti storiografiche classiche (Livio, Polibio, Diodoro Siculo, Plutarco) e le più recenti evidenze archeologiche, il saggio ricostruisce le dinamiche della rotta dell'Allia, l'eroica resistenza sulla rocca del Campidoglio, l'episodio delle oche sacre e l'umiliazione del riscatto in oro riscattata dalle armi di Marco Furio Camillo. L'opera documenta nei minimi dettagli tecnici il colossale cantiere delle Mura Serviane del trecentosettantotto avanti Cristo in tufo di Grotta Oscura, la devastante crisi debitoria post-incendio e la parabola politica di Marco Manlio Capitolino, giustiziato sulla Rupe Tarpea con l'accusa di mirare alla tirannide.
Il volume analizza con precisione chirurgica il decennio di blocco costituzionale imposto dai tribuni Gaio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano, culminato nel trecentosessantasette avanti Cristo con la storica approvazione delle Leges Liciniae Sextiae: l'accesso plebeo al consolato, la regolamentazione dell'Ager Publicus e la riduzione degli interessi sui debiti.