A quasi duemilacinquecento metri di altitudine, sulle rive ventose del lago Titicaca, una civiltà costruì campi rialzati capaci di ingannare il gelo, estrasse e trasportò blocchi di pietra di più tonnellate senza ruote né animali da tiro, e creò un'iconografia religiosa, il Dio dei Bastoni scolpito nella Porta del Sole, diffusasi nelle Ande secoli prima che esistesse l'Impero inca. Questo libro racconta una storia che la maggior parte dei lettori non conosce: l'ascesa di Tiwanaku come grande centro politico e religioso tra circa il 500 e il 1000 d.C., quando controllava rotte commerciali, esportava la propria ideologia tramite carovane di lama e ospitava enormi banchetti che univano le comunità dell'altopiano attraverso la chicha, la generosità e una fede condivisa più che la semplice conquista.Basandosi su decenni di scavi nel sito stesso e nelle sue lontane colonie in valli come Moquegua, il libro esamina come Tiwanaku abbia organizzato lavoro, agricoltura e religione senza una dinastia reale visibile come in altre civiltà antiche, e come abbia competuto e convissuto con il suo rivale contemporaneo, lo stato Wari del Perù. Ripercorre il collasso ancora dibattuto di Tiwanaku intorno al 1000 d.C., tra siccità e tensioni interne, e ne segue la lunga eredità nella memoria andina, culminata nell'affermazione inca secondo cui il proprio dio creatore, Viracocha, sarebbe sorto dalle rovine di Tiwanaku. Scritto per lettori curiosi, restituisce un capitolo essenziale della storia americana, precedente all'impero che lo seguì e che contribuì silenziosamente a plasmare.
A quasi duemilacinquecento metri di altitudine, sulle rive ventose del lago Titicaca, una civiltà costruì campi rialzati capaci di ingannare il gelo, estrasse e trasportò blocchi di pietra di più tonnellate senza ruote né animali da tiro, e creò un'iconografia religiosa, il Dio dei Bastoni scolpi...