In un'unica notte coordinata nel 88 a.C., il re Mitridate VI del Ponto ordinò il massacro di decine di migliaia di residenti romani e italici in tutta l'Asia Minore, un atto di aperta sfida che innescò circa quattro decenni di guerra contro Roma. Mitridate racconta la storia del nemico più persistente e pericoloso che la Repubblica romana abbia mai affrontato in Oriente: un re persiano ellenizzato che trascorse l'infanzia costruendosi un'immunità ai veleni dopo l'assassinio del padre, crebbe padroneggiando decine di lingue, e univa una vera astuzia politica a un gusto per la teatralità. Il libro segue la sua conquista della costa del Mar Nero per assicurarsi grano e soldati, la sua calcolata provocazione di Roma in Anatolia, e lo straordinario massacro che rese inevitabile la guerra. Segue tre distinte guerre romane contro di lui, prima la brutale campagna di Silla in Grecia, poi i primi trionfi di Lucullo vanificati dalle proprie truppe ammutinate, e infine l'implacabile inseguimento di Pompeo che scacciò Mitridate dal suo regno verso il Caucaso e infine la Crimea. Si conclude con un re ormai anziano, tradito dal proprio figlio, che tenta il suicidio col veleno scoprendo, in un'ultima ironia, che la sua immunità di una vita intera funzionava davvero. Scritto per i lettori che amano un antagonista davvero all'altezza, è la storia di un uomo che Roma impiegò tre guerre e quarant'anni per sconfiggere definitivamente, e il cui nome sopravvive ancora nel termine medico per la resistenza ai veleni che passò una vita intera a perfezionare.
In un'unica notte coordinata nel 88 a.C., il re Mitridate VI del Ponto ordinò il massacro di decine di migliaia di residenti romani e italici in tutta l'Asia Minore, un atto di aperta sfida che innescò circa quattro decenni di guerra contro Roma. Mitridate racconta la storia del nemico più persis...