Nel marzo dell'anno 415, una folla trascinò fuori dal suo carro una rispettata filosofa per le strade di Alessandria e la uccise dentro una chiesa, e da sedici secoli la sua morte ha oscurato quasi tutto il resto della sua vita. Ipazia recupera la donna reale dietro quella violenza: figlia del matematico Teone, formata fin dall'infanzia in geometria, astronomia e filosofia, e da adulta a capo della più rispettata scuola neoplatonica di Alessandria, dove insegnava a una cerchia devota di allievi, sia pagani sia cristiani, che lasciarono alcune delle uniche testimonianze personali su di lei giunte fino a noi. Il libro segue il suo documentato lavoro accademico su Diofanto, Tolomeo e Apollonio, la sua fama di eloquenza e serietà morale, e lo stretto rapporto con il prefetto romano Oreste, un'alleanza che la pose direttamente sulla traiettoria di uno scontro di potere crescente con l'ambizioso vescovo Cirillo. Ricostruisce, con particolare attenzione alle fonti più antiche sopravvissute, la violenza della folla che pose fine alla sua vita, e soppesa onestamente le spiegazioni concorrenti che gli storici hanno proposto da allora, persecuzione religiosa, omicidio politico o rivolta incontrollata, senza fingere che le prove risolvano la questione. Ripercorre poi come scrittori illuministi, romanzieri dell'Ottocento e registi moderni l'abbiano trasformata in un simbolo della ragione contro il fanatismo e in un'icona delle donne nella scienza. Un libro su una studiosa reale, una morte violenta e la lunga e complicata vita postuma di una leggenda.
Nel marzo dell'anno 415, una folla trascinò fuori dal suo carro una rispettata filosofa per le strade di Alessandria e la uccise dentro una chiesa, e da sedici secoli la sua morte ha oscurato quasi tutto il resto della sua vita. Ipazia recupera la donna reale dietro quella violenza: figlia del ma...