Verso il 400 d.C., un pellegrino buddhista cinese di nome Faxian entrò in un regno dell'India settentrionale e registrò, con evidente stupore, una terra di ordine, tassazione leggera, giustizia umana e un'autentica tolleranza religiosa, diversa da tutto ciò che aveva conosciuto nel mondo frammentato che si era lasciato alle spalle. I Gupta racconta la storia dell'impero che lo colpì tanto, un impero che plasmò matematica, letteratura, arte e religione in tutta l'Asia per secoli ma che resta molto meno noto al grande pubblico rispetto a Roma o alla dinastia Han, con cui fu grosso modo contemporaneo. Il libro segue la dinastia dai modesti inizi di Chandragupta I, attraverso le ampie conquiste di Samudragupta, registrate con dettaglio vivido sul Pilastro di Allahabad, fino all'apice territoriale raggiunto sotto Chandragupta II. Esamina la straordinaria letteratura sanscrita del poeta e drammaturgo Kalidasa, le scoperte astronomiche di Aryabhata, il cui lavoro sul sistema posizionale decimale e sul concetto di zero avrebbe infine trasformato la matematica in tutto il mondo, e i risultati artistici ancora oggi visibili nei dipinti delle grotte di Ajanta e nelle origini dell'architettura dei templi induisti. Esamina anche le realtà sociali autenticamente controverse dell'impero, tra cui le caste e la condizione femminile, prima di ripercorrere il suo fatale scontro, durato decenni, con gli invasori eftaliti dell'Asia centrale che frammentò il potere gupta verso la metà del sesto secolo. Scritto per lettori che conoscono Roma molto meglio della civiltà che fioriva nello stesso periodo nell'India settentrionale, è la storia di un'autentica età dell'oro nascosta in bella vista.
Verso il 400 d.C., un pellegrino buddhista cinese di nome Faxian entrò in un regno dell'India settentrionale e registrò, con evidente stupore, una terra di ordine, tassazione leggera, giustizia umana e un'autentica tolleranza religiosa, diversa da tutto ciò che aveva conosciuto nel mondo framment...