All'interno di un vasto palazzo di mattoni crudi sul medio corso dell'Eufrate, circa ventimila tavolette di argilla registravano un tempo gli affari quotidiani di un regno dell'età del Bronzo: lettere tra re, rapporti di spie, pettegolezzi da corti straniere e la corrispondenza ansiosa di principesse date in sposa per sigillare alleanze. Il palazzo di Mari utilizza questo straordinario archivio, scoperto dall'archeologo francese André Parrot nel 1933, per ricostruire il regno del re Zimri-Lim quasi lettera per lettera, seguendo la regina Shibtu mentre governava in sua assenza, la sua rete di governatori e informatori che sorvegliavano le potenze rivali, e le carovane che trasportavano stagno e notizie lungo strade pericolose. Esamina il rapporto difficile di Mari con le tribù pastorali ai suoi confini, le inquietanti profezie pronunciate da autoproclamati messaggeri degli dèi, e la lunga alleanza, sempre più tesa, con Hammurabi di Babilonia, conclusasi con la conquista e, ironicamente, con l'incendio che preservò l'archivio del palazzo fino al suo ritrovamento quasi quattromila anni dopo. Scritto per lettori curiosi, questo libro tratta la diplomazia dell'età del Bronzo come una serie di decisioni profondamente umane.
All'interno di un vasto palazzo di mattoni crudi sul medio corso dell'Eufrate, circa ventimila tavolette di argilla registravano un tempo gli affari quotidiani di un regno dell'età del Bronzo: lettere tra re, rapporti di spie, pettegolezzi da corti straniere e la corrispondenza ansiosa di princip...