Un ragazzo di nome Rolihlahla. Un uomo di nome Madiba. Ventisette anni di prigione. Un unico mandato presidenziale. Il percorso che lo ha portato fin lì.
Due fotografie di Nelson Mandela sono diventate l'immagine canonica che il mondo contemporaneo ha di lui. Nella prima è un avvocato di Johannesburg sulla trentina, in abito elegante, dignitoso, il gentiluomo africano colto del Sudafrica della metà del XX secolo. Nella seconda è anziano, ha più di novant'anni, sorride lentamente, una spalla fragile scoperta da una camicia troppo larga, una mano alzata nel saluto internazionale del nonno politico. Tra questi due estremi si trovano ventisette anni di prigione, cinque anni come presidente di un paese che un tempo aveva cercato apertamente di rovesciare, tre matrimoni, la lenta morte di un'epidemia che il suo successore si rifiutò di riconoscere e la più lunga trattativa politica del XX secolo.
In Mandela — From Prisoner to President, il decimo volume della collana BIO360 di biografie storiche, l’autore M. A. Muñoz presenta la vita completa di Nelson Rolihlahla Mandela in tredici capitoli cronologici e una ricca appendice. Il libro lo segue dalla sua nascita nella casa reale dei Thembu nel 1918, attraverso le scuole missionarie e Fort Hare, fino agli anni a Johannesburg della Lega giovanile dell’African National Congress e alla Campagna di sfida del 1952, passando per il processo per tradimento, la fondazione di Umkhonto we Sizwe nel 1961, il processo di Rivonia e il discorso “ “Sono pronto a morire”, i ventisette anni nelle prigioni di Robben Island, Pollsmoor e Victor Verster, i colloqui segreti con il governo dell'apartheid dal 1985 in poi, i negoziati pubblici dal 1990 al 1994, l'unico mandato come presidente, gli undici anni come statista anziano e il lento ritiro che si è concluso nella casa di Houghton nel dicembre 2013.
Il libro non segue né la via agiografica né la recente revisione scettica. Tratta Mandela come la figura politica complessa che era: un uomo di notevole calore umano e di notevole ego politico, capace di una pazienza tale da mettere alla prova i santi e di bruschezza unilaterale quando riteneva che la situazione lo richiedesse, detentore di principi per i quali era pronto a morire e disposto a scendere a compromessi su questioni di attuazione pratica in modi che i politici meno seri spesso considerano indegni di loro. Il libro affronta onestamente i dibattiti che ancora circondano il suo nome: la decisione fondante della lotta armata, il rapporto con il Partito Comunista Sudafricano, il matrimonio con Winnie e le sue conseguenze politiche, la gestione errata dell’epidemia di AIDS, la corruzione che ha preso piede nell’ANC sotto i suoi successori, la persistente disuguaglianza economica che la transizione non ha risolto.
Per i lettori che vogliono capire chi fosse realmente Mandela, senza la patina eroica e senza la facile condanna, questo è il libro da cui partire. È il tipo di libro che la collana BIO360 ha prodotto nei suoi volumi precedenti (Attila, Cleopatra, Carlo Magno, Leonardo, Pitagora, Gandhi, Napoleone, Colombo): divulgativo e chiaro, narrativo senza essere decorativo, rigoroso con le prove senza essere accademico, onesto sul peso morale del suo soggetto senza diventare un trattato.
Il decimo volume della collana BIO360 di biografie storiche, dedicato alla vita politica e umana di una delle figure più influenti del XX secolo. Dal ragazzo di nome Rolihlahla della casa reale dei Thembu al presidente del Sudafrica, con ventisette anni di prigionia nel mezzo. Una biografia onesta, accurata e narrativa dal team che sta dietro alla collana BIO360.