Quindici mesi dopo Reich muore in una cella federale a otto giorni dall'udienza per la libertà vigilata. La stampa lo liquida come l'inventore di una "scatola del sesso". Nessuno ha mai ripetuto uno solo dei suoi esperimenti per confutarli. È il caso di censura scientifica più anomalo del Novecento occidentale, e in Italia non lo racconta quasi nessuno.
Con i documenti dell'archivio Reich aperti a Harvard solo nel 2007, Oscar Gallo firma una ricostruzione che rifiuta sia l'agiografia dei devoti sia la caricatura dei liquidatori. Dalla Vienna di Freud alla Berlino di Weimar, da Oslo al laboratorio del Maine, fino al tribunale che ordinò di bruciarne perfino le parole. La storia di quest'uomo, e dei meccanismi che lo silenziarono, riguarda chiunque creda che la libertà della ricerca sia una conquista acquisita.