È certamente il brano più noto e più lirico, qui nella versione definitiva del 1939, cui aveva fatto seguito nel 1940 la parziale auto-traduzione, in italiano e con l’ausilio di Nino Frank, sulla rivista Prospettive diretta da Curzio Malaparte.
Il fiume, l'Anna Liffey come lo chiamano i dublinesi, scorre dalla prima all’ultima parola del romanzo ma è in questo episodio che manifesta la sua natura femminile, profonda, intensa e piena di brio, come quella di Anna Livia Plurabelle, uno dei personaggi più famosi e più riusciti delle opere di Joyce.
Con un ricco bagaglio di note e appendici, è il libro che stuzzicherà in ogni lettore la Voglia di Finnegan.