Il libro segue un percorso multilivello: dagli appunti d’archivio e dalle tracce biografiche alle analisi iconografiche, fino ad arrivare ad anagrammi e risonanze numeriche. Le origini discusse di Caterina, le ipotesi degli “anni perduti”, le lettere dirette alla corte mamelucca, il ponte del Corno d’Oro proposto al sultano Bayezid II; l’ottica di Ibn al-Haytham e l’immaginazione meccanica di al-Jazarī… tutto viene riconsiderato attorno a un personaggio che si nasconde pur tessendo legami. Proposte di lettura come “Islamano” e “Āl-i Osman” non appaiono come verdetti, ma come inviti a osservare più da vicino.
L’autore traccia una linea consapevole tra prova e interpretazione: non per annullare la letteratura classica di storia dell’arte, ma per affiancarle uno sguardo nuovo. Né un’etichetta sensazionalistica né una conclusione chiusa… bensì una lettura attenta, un confronto paziente e una lente che si apre alle molteplici possibilità del contatto tra Oriente e Occidente.
Per chi è interessato alla storia dell’arte, all’iconografia e alla teologia, o alle intersezioni tra Rinascimento ed eredità scientifica islamica, questo libro offre una mappa aperta alla discussione. Quel celebre sorriso del dipinto potrebbe indicare non soltanto un volto, ma una strategia, uno sforzo di conciliazione e il segno di altre possibilità.