Le Edizioni Aurora Boreale hanno intrapreso il non facile compito di introdurre i propri lettori nell'universo letterario di Grazia Deledda, in segno di omaggio per questa grande e straordinaria protagonista della nostra letteratura, e il nostro viaggio prosegue oggi con Chiaroscuro, una raccolta di ventidue novelle pubblicata dalla scrittrice nel 1912, a quattordici anni di distanza dal suo capolavoro Elias Portolu. È un’opera fondamentale che mostra la piena maturità artistica della scrittrice sarda, capace di concentrare in pochi racconti l'intera sua poetica.
Il titolo è una vera e propria dichiarazione programmatica. Chiaroscuro è un termine che richiama il disegno, la pittura, l'arte di disporre luce e ombra per creare un effetto di tridimensionalità e drammaticità. E per la Deledda, il mondo e l'animo umano sono un perenne chiaroscuro. Nelle sue novelle, il Bene e il Male, la gioia e il dolore, la moralità e l'istinto, si fronteggiano senza che l'uno riesca mai a prevalere completamente sull'altro. La luce e l'ombra incombono sull'esistenza degli uomini, indipendentemente dal loro volere.