Ernst Bloch (1885-1977) è stato uno dei maggiori filosofi tedeschi del XX secolo. Studiò a Monaco, Würzburg, Berlino – dove fu allievo, con l’amico Walter Benjamin, di Georg Simmel – e Heidelberg – dove frequentò, insieme a György Lukács e Karl Jaspers, il circolo di Max Weber. Protagonista della cultura d’avanguardia degli anni Venti e Trenta, fu costretto dal nazismo a un lungo esilio, che si concluse negli Stati Uniti. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale tornò in Germania, aderendo al progetto della Repubblica Democratica Tedesca. Fu quindi chiamato a insegnare a Lipsia e, dal 1961, a Tubinga come professore ospite. Acuto interprete della “corrente calda” del marxismo, di cui sviluppò gli aspetti utopici e messianici, pose al centro della sua lettura della Storia la nozione di “non ancora” e il “principio speranza”, che è anche il titolo della sua opera maggiore (1954-1959). Tra i suoi scritti disponibili in italiano ricordiamo anche: Spirito dell’utopia (1918); Thomas Münzer teologo della rivoluzione (1921); Tracce (1930); Eredità di questo tempo (1935); Ateismo nel cristianesimo (1968); Experimentum Mundi (1975).