Il diritto d’autore degli Street artist – le loro sono opere dell’ingegno di carattere creativo e come tali protette- coesiste affianco alla condotta penalmente rilevante degli artisti, mentre sembra essersi consumata irrimediabilmente la frattura con il Writing, innestando una corsa all’accaparramento dei muri liberi, autorizzati o semplicemente presi, persi e rivendicati a colpi di tag, stencil, murales, poster art e sticker.
È la “legge” del crossing, una legge di strada che regola i rapporti tra Street artist e tra Street artist e Writer. Artista o meno, lo Street artist è un lavoratore autonomo, che genera valore e la sua opera, pur non richiesta, può dargli titolo a richiedere una remunerazione, a vario titolo considerata e non necessariamente entro i limiti snaturanti del muralismo.
Roberto Colantonio. Avvocato cassazionista e docente di diritto dell'arte al Master universitario Uniarp per Consulente d’arte/Art advisor. Esperto in diritto del lavoro e diritto d’autore, ha pubblicato: “La Street art è illegale?” e “Il collezionista d’arte contemporanea” con iemme edizioni, “Compendio di diritto d'autore” con Primiceri editore, oltre a vari articoli sul diritto del lavoro per Ipsoa e sugli NFT- non fungible token per NT Plus de Il Sole 24 ore.
È stato componente della commissione atti atipici dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Fa parte del gruppo studio Inward Osservatorio sulla creatività urbana - Università Suor Orsola Benincasa ed è tra i consulenti del Report per la creatività urbana Mibact-Mic 2020-2021. Sul web: www.lavoratorieimprese.com