Attraverso una rigorosa disamina delle fonti primarie (Tito Livio, Polibio, Dionigi di Alicarnasso) e dei documenti epigrafici, il saggio ricostruisce la drammatica stagione della coalizione anti-romana guidata da Gellio Egnazio e la celebre "Battaglia delle Nazioni" combattuta a Sentinum nel duecentonovantacinque avanti Cristo, resa immortale dal sacrificio rituale della devotio del console Publio Decio Mure. L'opera documenta le campagne vittoriose di Manio Curio Dentato nel Sannio e in Sabina, la caduta della leggendaria Legio Linteata ad Aquilonia e la fondazione strategica delle grandi colonie di presidio militare come Venusia e Hadria.
Il volume scompone nei dettagli tecnici l'ingegneria giuridica della Fides, analizzando la distinzione tra foedus aequum e iniquum, la resa solenne della deditio in fidem e il funzionamento della Formula Togatorum per il reclutamento degli alleati. Viene indagata la stratificazione territoriale dell'Italia tra civitas optimo iure, civitas sine suffragio e prefetture, l'apertura dei collegi sacerdotali con la Lex Ogulnia e la storica approvazione della Lex Hortensia del duecentottantasette avanti Cristo, che sancì il valore universale dei plebisciti ponendo fine a due secoli di lotte civili. La trattazione si conclude con un quadro archeologico d'avanguardia, integrando gli scavi di Sentinum e Cosa con indagini geofisiche e modellazioni cartografiche della frontiera italica alla vigilia dello scontro con Pirro.