Tuttavia, pur non volendo fargli un torto, non la utilizzai, da un lato per il poco tempo a mia disposizione per leggere, dall’altro a causa della mia poca esperienza che mi portava a preferire testi che già conoscevo per sentirmi più sicuro nelle spiegazioni, pur promettendo a me stesso e a mio padre che la avrei letta non appena avessi avuto un momento libero.
E poi, quando nel 2010 il momento libero arrivò, complice un trasloco e la conseguente confusione, non la trovai più e poi addirittura me ne dimenticai, fino a ritrovarla per caso nel 2023 dentro una scatola di libri, e dopo ben altri due traslochi.
Dopo ben 16 anni, dunque, mi apparve davanti questa decina di fogli ingialliti e impolverati battuti a macchina. Riconobbi subito il Quartetto e fui felicissimo, ma la mia gioia fu subito smorzata dal fatto che mio padre aveva lasciato questo mondo nel 2019 e non potevo più condividere con lui questa felicità.
Stavolta, però, scannerizzai il Quartetto e lo lessi subito, e mi accorsi che, come già immaginavo, era un testo assolutamente valido perché sapevo che mio padre, in ogni cosa che faceva, a cominciare dall’allacciarsi le scarpe, era sempre precisissimo e non faceva mai nulla senza prima aver studiato tutte le nozioni (e i cavilli, avendo anche fatto l’avvocato) del caso.
Dopo aver finalmente letto, posso dire che questa storia è di una attualità sconvolgente: mette in luce in poche pagine tutte le bassezze, le ipocrisie, le omertà della nostra società e, volendo restare nella metafora musicale, i quattro personaggi suonano malvolentieri perché non hanno la profondità d’animo per dare un significato a ciò che suonano e, pertanto, la loro musica è stonata, buona solo per un pubblico che preferisce fare finta di non ascoltare e che applaude per tornaconto personale.
Non so se a mio padre avrebbe fatto piacere, ma ho deciso di non potere esimermi dal pubblicarla a suo nome perché sono convinto che una storia così, nella quale sono descritti tutti i disvalori che mio padre mi ha insegnato a disprezzare, meriti di essere conosciuta e, per la cronaca, non ho cambiato nemmeno una virgola… altrimenti, povero me!
Francesco Sgrò, 30 settembre 2023
Compositore e direttore d'orchestra, è stato allievo di Gino Contilli e Valentino Bucchi per la composizione e di Franco Ferrara per la direzione d'orchestra. Diplomato nei Conservatori di Torino e di Perugia, ha seguito i corsi di perfezionamento per direttori d'orchestra tenuti al Mozarteum di Salisburgo da Erich Leinsdorf, Lovro von Matacic, Herbert von Karajan. È stato collaboratore di Giorgio Favaretto nei corsi di perfezionamento in Arte vocale da concerto della Accademia Chigiana e dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia; docente di Storia della Musica e Storia dello Spettacolo nell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Ha diretto l'Istituto musicale pareggiato di Teramo (1977) ed è stato componente effettivo della Commissione centrale per la musica in qualità di esponente della cultura musicale (1977-1980). È direttore artistico del Teatro comunale Francesco Cilea di Reggio Calabria, direttore stabile dell'orchestra da camera di Catania, fondatore e direttore stabile dell'orchestra da camera di Reggio Calabria patrocinata dalla regione e dagli Enti locali reggini; è stato premiato con il «Gelsomino d'oro 1974» con la seguente motivazione: «per l'appassionata ed apprezzata opera svolta a popolarizzare la musica lirica e sinfonica in Calabria in cui ha profuso le sue più alte qualità di direttore d'orchestra, di compositore e di scrittore». Dal 1958 ad oggi ha diretto in tutta Europa concerti sinfonici e rappresentazioni liriche, ha al suo attivo decine di composizioni tra le quali brani sinfonici, balletti ed un'opera lirica in tre atti. Svolge attività di pianista collaboratore in concerti vocali e strumentali cameristici, ha pubblicato volumi e saggi di storia ed estetica della musica ed ha curato vari cicli di trasmissioni per conto della Rai Tv.
Regista, attore, sceneggiatore, videomaker. Diploma dell'Accademia d'Arte drammatica della Calabria. Laurea in Lettere. Master in Regia dell'Opera Lirica conseguito presso Accademia nazionale d'Arte drammatica "Silvio D'Amico"/Verona Opera Academy. Regista principale della compagnia d'Opera "Teatro Lirico Europeo". Docente di Regia presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.