Marcella Stasio (classe 1977) è nata a Napoli, città in cui ha vissuto fino al matrimonio, dal quale è nato il suo unico figlio. È autrice del romanzo autobiografico “Un giorno credi...” (Il racconto di Marcella), opera intensa e toccante che le è valsa il Premio Sibilla nel 2015, e L'alpino di Bra, dedicato alla memoria di suo padre.
Da sempre impegnata nella sensibilizzazione sulle malattie reumatiche, Marcella convive fin dall’infanzia con l’artrite reumatoide, una patologia cronica, progressiva e invalidante. La sua esperienza personale, segnata da difficoltà quotidiane, terapie complesse e frequenti interventi, rappresenta il cuore della sua scrittura.
Attraverso la sua testimonianza, l’autrice intende dare voce a chi vive condizioni simili, affrontando temi come la disabilità, la carenza di cure definitive, le barriere burocratiche e il ricorso alle protesi articolari. Il suo impegno si traduce in un messaggio di consapevolezza, resilienza e speranza, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e offrire sostegno a chi ogni giorno combatte la stessa battaglia.
Sull’onda del grande successo del suo primo romanzo, Marcella Stazio ha scelto di ampliare il suo impegno sociale rivolgendosi anche ai più piccoli. Da un’idea nata a quattro mani con il marito prende vita “Super H”, un progetto educativo e inclusivo pensato per il mondo dell’infanzia.
Attraverso incontri nelle scuole elementari e nei principali luoghi di aggregazione, Super H si propone di avvicinare i bambini al tema della fragilità e della disabilità, offrendo sostegno a chi vive situazioni di difficoltà e promuovendo, al tempo stesso, valori fondamentali come l’empatia, il rispetto e la solidarietà.
Con questo progetto, l’autrice continua il suo percorso di sensibilizzazione, trasformando la propria esperienza in uno strumento concreto di dialogo e crescita, capace di parlare alle nuove generazioni e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva.
Raffaele Stasio nasce nel 1943 a Sant'Elena Sannita (Isernia), dove resta fino al servizio militare. Successivamente si trasferisce a Napoli dove, dapprima svolge il lavoro di arrotino, mestiere tradizionale della sua terra, e dopo il matrimonio avvenuto nel 1973, come metalmeccanico. Napoli è la cittàin cui vivrà fino alla sua scomparsa nel 2003, per poi fare ritorno al suo amato paese d'origine.