Il romanzo segue il percorso di Moscarda nel tentativo di distruggere le immagini che gli altri hanno costruito di lui. Ogni gesto, ogni parola genera una nuova maschera, una nuova versione di sé, diversa a seconda dello sguardo altrui. Moscarda scopre così di essere "uno" per se stesso, "centomila" per gli altri e, in definitiva, "nessuno", perché nessuna di queste identità coincide con una verità stabile e definitiva. La narrazione mette in scena il conflitto tra vita e forma, tema centrale del pensiero pirandelliano.
Attraverso situazioni paradossali e un tono spesso ironico, Pirandello mostra come l'identità personale sia una costruzione fragile, continuamente deformata dalle convenzioni sociali e dal giudizio degli altri. Il protagonista arriva a rifiutare ogni ruolo sociale, cercando una libertà assoluta che passa attraverso la rinuncia all'io fisso e alla logica dell'apparenza. Il romanzo diventa così un'indagine filosofica sull'impossibilità di possedere una identità autentica e definitiva.
Luigi Pirandello (1867–1936), premio Nobel per la Letteratura nel 1934, è uno dei maggiori innovatori della narrativa e del teatro del Novecento. Nelle sue opere esplora il relativismo della verità, la crisi dell'io e il contrasto tra realtà e rappresentazione. Uno, nessuno e centomila è considerato il punto più estremo della sua riflessione sull'identità, e uno dei testi fondamentali della letteratura moderna.
Luigi Pirandello è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta italiano, considerato una delle figure più importanti della letteratura europea del Novecento. La sua opera esplora temi come l'identità, la relatività della verità, il contrasto tra apparenza e realtà e la crisi dell'io nella società moderna.
Luigi Pirandello nacque ad Agrigento, in Sicilia, allora parte del Regno d'Italia, in una famiglia borghese. Studiò lettere all'Università di Palermo e successivamente a Roma, completando la sua formazione all'Università di Bonn, in Germania, dove si laureò con una tesi sulla fonetica siciliana. L'esperienza accademica e il contatto con il pensiero filosofico europeo influenzarono profondamente la sua visione del mondo e la sua produzione letteraria.
Pirandello ebbe un'enorme influenza sul teatro e sulla narrativa del XX secolo, anticipando temi dell'esistenzialismo e del teatro dell'assurdo. Il suo stile e le sue idee hanno ispirato numerosi autori e registi in tutto il mondo. Nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, in riconoscimento del suo contributo innovativo all'arte drammatica e narrativa.