La narrazione segue le tappe della sua nuova esistenza come Adriano Meis, segnata però da difficoltà inattese: privo di documenti legali, di legami riconosciuti e di una vera identità civile, Mattia comprende che la libertà assoluta è un'illusione. Gli episodi della vita "nuova" mettono in luce l'impossibilità di vivere al di fuori delle convenzioni sociali, facendo emergere il conflitto tra individuo e società che attraversa tutta l'opera.
Il romanzo mescola ironia, riflessione filosofica e critica sociale. Pirandello analizza con finezza il tema dell'identità, mostrando come l'uomo sia costretto a indossare maschere imposte dagli altri e dalle circostanze. La vicenda assume un tono amaro e paradossale: Mattia, tentando di diventare qualcuno diverso, finisce per non essere più nessuno.
Luigi Pirandello (1867–1936) fu uno dei maggiori scrittori del Novecento italiano e premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Con Il fu Mattia Pascal, pubblicato nel 1904, inaugurò una nuova forma di romanzo psicologico e moderno, mettendo in discussione le certezze dell'io e offrendo una rappresentazione lucida e inquietante della condizione umana.
Luigi Pirandello fu uno scrittore, drammaturgo e poeta italiano, considerato uno dei massimi innovatori della letteratura e del teatro del Novecento. La sua opera esplora in profondità i temi dell'identità, della maschera sociale e della relatività della verità, anticipando molte delle inquietudini della modernità.
Pirandello iniziò la sua carriera come poeta e narratore, ma raggiunse la piena fama soprattutto come autore teatrale. Tra le sue opere più celebri figurano i romanzi "Il fu Mattia Pascal" e "Uno, nessuno e centomila", nei quali analizza la frantumazione dell'identità personale.
L'impatto di Pirandello sul teatro e sulla narrativa del Novecento fu enorme. Il suo pensiero influenzò profondamente il teatro dell'assurdo e numerosi autori europei. Nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, come riconoscimento della sua audace e originale produzione artistica.