Il primo breve racconto è il singolo estratto della settima giornata presa dal Decameroncino capuano, edito a Catania nel 1901. L’interesse di Capuana nei confronti dei fenomeni spiritici e parapsicologici emerge nel corso di una narrazione scorrevole e garbata. Anche in Un melodramma inedito si affrontano i temi legati ad esperienze ultraterrene: il protagonista è turbato da una visione e da una musica arcane che lo trasportano in uno stato allucinatorio, nel quale è impossibile cogliere la differenza tra il sogno e la realtà.
Il melodramma in tre atti Malìa, scritto dall’autore intorno al 1891 per le musiche di Francesco Paolo Frontini, è un interessantissimo esempio di arte librettistica, che si inserisce in pieno nelle tematiche e ambientazioni tipiche del contemporaneo stile verista di Mascagni e Leoncavallo.
Luigi Capuana, uno fra i più noti poeti e romanzieri italiani dell’Ottocento, esercitò un ruolo di tutto rispetto nell’ambito della critica letteraria italiana e si distinse come grande sostenitore, primo in Italia, del romanzo naturalista. Fu celebre autore di novelle (Le paesane), di romanzi – tra i quali spicca Il Marchese di Roccaverdina – e di favole e racconti per ragazzi, quali Scurpiddu e Cardello.