Senilità

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 Emilio conduce una
modesta esistenza in un appartamento condiviso con la sorella Amalia la quale,
non avendo molti rapporti con il mondo esterno, si limita principalmente ad
accudirlo.


Un giorno Emilio
conosce Angiolina, di cui si innamora, e ciò lo porta a trascurare la sorella e
l'amico Stefano Balli, che compensa i pochi riconoscimenti artistici con i
successi con le donne. Emilio tenta di fare capire ad Angiolina che la
relazione tra i due sarà subordinata ai doveri di lui, come quello nei
confronti della propria famiglia. Non si rende però conto che in realtà sarà
Angiolina l’elemento forte del rapporto, colei che investirà molto poco in
termini di sentimenti e che soffrirà di meno a causa di questa relazione non
ufficiale.



Stefano non crede
nell'amore, e cerca di convincere Emilio a divertirsi con Angiolina, che ha del
resto una pessima fama a Trieste. Emilio finisce invece per aprire il cuore a
questa donna, arrivando anche a trascurare gli indizi degli amici che cercano
invano di avvertirlo: Angiolina, infatti, inizia a mostrare un certo interesse
per un ombrellaio e per lo stesso Stefano Balli. Del resto l'accordo iniziale desiderato
dal Brentani era quello di un legame senza impegni.



Stefano inizia a
frequentare casa Brentani con maggiore assiduità e Amalia,
parte debole del gruppo,finisce per innamorarsene. Il suo fascino maschile fa
quindi colpo su entrambe le protagoniste femminili. Emilio, geloso della
sorella, allontana Stefano, mentre Amalia comincia a lenire il mal d’amore con
l'etere, finché non si ammala di polmonite, e si lascia andare a una sorte di
rinuncia della vita. La malattia la condurrà alla morte.



Emilio smette di
frequentare Angiolina, pur amandola, e si allontana da Stefano Balli. Viene poi
a sapere che Angiolina è fuggita con il cassiere di una banca per poi recarsi
nella capitale dell'Impero,Vienna. Il romanzo ha come conclusione una
idealizzazione dell’Amore significativa: anni dopo, nel ricordo, Emilio vede le
due donne idealizzate secondo i propri desideri e fuse in una singola persona,
con l'aspetto dell'amata e il carattere della sorella.

Emilio conduce una modesta esistenza in un appartamento condiviso con la sorella Amalia la quale, non avendo molti rapporti con il mondo esterno, si limita principalmente ad accudirlo. Un giorno Emilio conosce Angiolina, di cui si innamora, e ciò lo porta a trascurare la sorella e l'amico Stefa...

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About the author

 Ettore Schmitz nacque a Trieste nel 1861 da padre tedesco ebreo e da madre triestina; sottolineò le due componenti della sua origine nello pseudonimo Italo Svevo che assunse quando scoprì la sua vocazione letteraria. Avviato agli studi commerciali secondo la tradizione di famiglia, li abbandonò nel 1880 (dopo avere studiato prevalentemente in scuole tedesche), in seguito al fallimento dell’industria paterna. Costretto a impiegarsi in una banca, dove rimase per vent’anni, prese a scrivere saggi e articoli di critica letteraria e teatrale su diversi quotidiani di Trieste e nel 1892 pubblicò il primo romanzo Una vita, con scarso successo, ma con sempre più accanita volontà di scrivere. Nel 1899 Svevo lasciò la banca per lavorare nell’industria del suocero (fabbricante di vernici per sottomarini), e questo gli permise di fare numerosi viaggi all’estero. Nel 1903 conobbe James Joyce che insegnava inglese in una scuola triestina e da questo sodalizio nacque per Svevo un ulteriore stimolo alla letteratura, mentre le sue idee si puntualizzavano attraverso la lettura dei classici italiani, francesi, tedeschi, dei filosofi dell’Ottocento e, soprattutto, attraverso la conoscenza delle idee di Freud e della psicanalisi. Anche il suo secondo romanzo Senilità fu quasi ignorato, ma una più vasta eco, soprattutto all’estero, ebbe La coscienza di Zeno nel 1923. Tuttavia dovettero passare ancora degli anni prima che l’originalità letteraria di Italo Svevo fosse capita e valorizzata appieno in Italia (il primo a capirne il valore e a segnalarlo fu Eugenio Montale nel 1925), e molte opere sveviane ebbero un riconoscimento postumo. Lo scrittore morì in un incidente automobilistico nel 1928. 

Ettore Schmitz nacque a Trieste nel 1861 da padre tedesco ebreo e da madre triestina; sottolineò le due componenti della sua origine nello pseudonimo Italo Svevo che assunse quando scoprì la sua vocazione letteraria. Avviato agli studi commerciali secondo la tradizione di famiglia, li abbandonò ...

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