Chiamarle poesie sarebbe troppo comodo. Troppo ordinato. Troppo al sicuro.
Questi sono cinquantasette pezzi di prosa lirica, versi liberi, immagini folgoranti che arrivano dove la narrativa non osa e dove la poesia convenzionale non sa stare. Ferite aperte. Silenzi urlati. L'anatomia precisa di un'anima che non ha paura di guardarsi allo specchio.
Non Sono Poesie è una raccolta che non si lascia catalogare. Antropoetico scrive come dipinge: con materia viva, con il gesto largo e il tocco preciso, senza cercare il consenso di chi preferisce le cose ordinate in strofe e rime baciate.
C'è il tempo che uccide lento. L'amore che brucia e non riscalda. La solitudine come rifugio e come prigione. Le parole che fuggono e quelle che restano a fare male. E poi il coraggio — ostinato, solitario — di dire sono, esisto, mi faccio del male per vivere davvero.
PERCHÉ COMPRARLO- Rompe ogni schema – Né romanzo né raccolta tradizionale. Un formato che sfida il lettore a non cercare etichette e a lasciarsi attraversare. Per chi è stanco di leggere cose già viste.
- Linguaggio fisico, viscerale – Antropoetico scrive come chi ha vissuto davvero. Ogni frase ha il peso specifico dell'esperienza. Non si legge con la testa — si legge con il corpo.
- Parla di te, non di lui – Solitudine, tempo, amore che brucia, la voglia di sparire e quella di restare. Riconoscerai qualcosa di tuo in ogni pagina — anche nelle pagine più scomode.
- Un pittore che scrive – Lo sguardo di chi fa arte visiva trasforma ogni testo in un'immagine. Le metafore hanno la potenza e la precisione di un colpo di pennello. Si vede quello che si legge.
- L'AUTORE
Antropoetico è uno pseudonimo che è già un manifesto: ogni essere umano porta dentro di sé una poesia — irrisolta, disordinata, a volte violenta. Lo pseudonimo nasce dalla fusione di anthropos e poetico, e definisce un'intera filosofia dell'arte: tutto ciò che è umano merita di essere scritto, dipinto, raccontato — senza filtri, senza rete.
Scrittore multidisciplinare, Antropoetico attraversa con disinvoltura generi e forme: ha firmato romanzi capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso — dal thriller carcerario de La Prigione al romanzo sentimentale de L'anima che aspetta, al noir psicologico de Il Moralista Ingiusto — saggi graffianti sulla morale e sul tempo, e raccolte come questa che rifiutano ogni classificazione facile.
Ma la scrittura è solo uno dei linguaggi. Pittore dalla tecnica espressiva e riconoscibile, Antropoetico porta sulla tela la stessa materia grezza che abita le sue pagine: corpi, metamorfosi, ombre che diventano luce. La copertina di questo libro è un suo dipinto — una farfalla che non è solo farfalla, un'immagine che parla già prima che si apra la prima pagina.
Uno sguardo raro nel panorama italiano contemporaneo: quello di chi sa vedere prima di scrivere, e scrive come se ogni parola fosse l'ultima pennellata su una tela ancora bagnata.
Chiamarle poesie sarebbe troppo comodo. Troppo ordinato. Troppo al sicuro.
Questi sono cinquantasette pezzi di prosa lirica, versi liberi, immagini folgoranti che arrivano dove la narrativa non osa e dove la poesia convenzionale non sa stare. Ferite aperte. Silenzi urlati. L'anatomia precisa di u...