Incise su pareti rocciose e imponenti colonne di pietra in tutto il subcontinente indiano si conservano le parole autentiche di un re vissuto oltre duemila anni fa, illeggibili per secoli finché uno studioso dell'Ottocento non decifrò finalmente l'antica scrittura. Ashoka racconta la storia dell'imperatore maurya dietro quelle iscrizioni, nipote del fondatore dell'impero, Chandragupta, che ereditò uno degli stati più grandi del mondo antico e, intorno al 261 a.C., scatenò una guerra brutale contro il regno indipendente di Kalinga, uccidendo o sfollando centinaia di migliaia di persone. Ciò che accadde in seguito è ciò che rende la storia di Ashoka così avvincente: in un'iscrizione ancora conservata, espresse un esplicito rimorso per il costo umano della guerra e annunciò una nuova filosofia di governo chiamata dhamma, fondata su tolleranza, compassione e non violenza anziché su nuove conquiste. Il libro esamina i concreti risultati di Ashoka, dagli ospedali alle strade fino alle missioni che portarono il buddhismo nello Sri Lanka e ai contatti diplomatici con re ellenistici lontani come quelli d'Egitto, valutando onestamente quanto della sua celebrata trasformazione rifletta una conversione autentica rispetto a una calcolata strategia politica. Segue la frammentazione dell'impero dopo la sua morte e la sua riscoperta secoli dopo, quando la decifrazione di una scrittura perduta permise finalmente agli storici di rileggere le stesse parole di Ashoka. Questa è la storia del conquistatore più singolare della storia: colui che vinse un impero con la guerra e poi dedicò il suo regno a tentare di governarlo con la coscienza.
Incise su pareti rocciose e imponenti colonne di pietra in tutto il subcontinente indiano si conservano le parole autentiche di un re vissuto oltre duemila anni fa, illeggibili per secoli finché uno studioso dell'Ottocento non decifrò finalmente l'antica scrittura. Ashoka racconta la storia dell'...