Er hat vielleicht niemals existiert. Die Quellen sind widersprüchlich, die Daten unsicher, und der Name selbst bedeutet nichts weiter als Alter Meister -- ein Titel eher als ein Name. Dennoch ist Laozi, der geheimnisvolle Archivar der Zhou-Dynastie, der das Tao Te Ching angeblich an einem Grenzpass diktiert haben soll, bevor er in der Legende verschwand, der Autor eines der meistgelesenen, meistübersetzten und meistdiskutierten Bücher der gesamten Menschheitsgeschichte. Fünftausend Worte. Einundachtzig kurze Kapitel. Und in diesen fünftausend Worten eine philosophische Vision, so originell und so umfassend, dass sie Kunst, Medizin, Politik, Literatur und spirituelles Leben Chinas über zweieinhalb Jahrtausende geprägt hat -- und seitdem Leser in jeder Sprache und jeder Kultur herausfordert, tröstet und erstaunt.Dieses Buch zeichnet den vollständigen Bogen von Laozis Vermächtnis nach: von den historischen Fragen, die sein Leben umgeben (begegnete er Konfuzius? schrieb er das Tao Te Ching wirklich? verschwand er auf einem Wasserbüffel, oder ist das eine Geschichte, die von jenen erfunden wurde, die ihn liebten?), bis zum außerordentlichen Inhalt des Textes: seinem paradoxen Bericht vom Tao als dem unnennbaren Grund aller Wirklichkeit, seinen Vorschriften für müheloses Handeln (wu wei), seiner Vision politischer Führung als die Kunst des Nicht-Eingreifens, seinen Lobpreisungen des Wassers, der Leere, des ungeschnitzten Blocks und der Weisheit des Säuglings. Kapitel für Kapitel erforscht das Buch, was Laozi tatsächlich sagte und was es bedeutet: das Tao, das nicht benannt werden kann, die Tugend (Te), die mächtiger ist als moralische Anstrengung, der kleine Staat, in dem Nachbarn die Hähne des anderen hören, ohne je die Grenze zu überqueren.Aber Laozi verschwand nicht am Pass. Seine Ideen reisten. Dieses Buch folgt dem Daodejing durch fünfundzwanzig Jahrhunderte: durch den großen Dialog mit dem Konfuzianismus, der die chinesische Philosophie definiert, durch die Vergöttlichung Laozis als Höchsten Herrn Lao im religiösen Taoismus, durch Zhuangzis brillante und subversive Weiterentwicklung der Tradition, durch Malerei, Kalligraphie, Gartengestaltung, Medizin und Kampfkünste Chinas. Und dann über die Grenzen hinaus: zu Carl Jung, der in Yin und Yang einen Spiegel seiner eigenen Tiefenpsychologie fand; zu Ursula K. Le Guin, die den Text mit dem Ohr einer Dichterin und dem Herzen einer Romancière übersetzte; zu Alan Watts und der Gegenkultur; zu den zeitgenössischen Bewegungen der Tiefenökologie und freiwilligen Einfachheit. Laozi schrieb fünftausend Worte. Hier ist, wohin sie gingen. ITALIANO Laozi. Il saggio che scrisse cinquemila parole e sparì. Forse non è mai esistito. Le fonti sono contraddittorie, le date incerte e il nome stesso non significa altro che Vecchio Maestro -- un titolo più che un nome. Eppure Laozi, il misterioso archivista della dinastia Zhou che avrebbe dettato il Tao Te Ching a un valico di frontiera prima di dissolversi nella leggenda, è l'autore di uno dei libri più letti, più tradotti e più dibattuti di tutta la storia umana. Cinquemila parole. Ottantuno brevi capitoli. E in quelle cinquemila parole, una visione filosofica così originale e così completa da aver plasmato l'arte, la medicina, la politica, la letteratura e la vita spirituale della Cina per due millenni e mezzo -- e da sfidare, consolare e stupire lettori in ogni lingua e ogni cultura da allora in poi.Questo libro ripercorre l'intero arco del lascito di Laozi: dalle domande storiche che circondano la sua vita (incontrò Confucio? scrisse davvero il Tao Te Ching? sparì su un bufalo d'acqua o è una storia inventata da chi lo amava?) al contenuto straordinario del testo: il suo paradossale racconto del Tao come fondamento innominabile di tutta la realtà, le sue prescrizioni per l'azione senza sforzo (wu wei), la sua visione della leadership politica come arte del non interferire, le sue celebrazioni dell'acqua, del vuoto, del blocco non scolpito e della saggezza del neonato. Capitolo dopo capitolo, il libro esplora ciò che Laozi ha detto davvero e cosa significa: il Tao che non può essere nominato, la virtù (Te) più potente dello sforzo morale, il piccolo stato in cui i vicini si sentono cantare i galli senza mai varcare il confine.Ma Laozi non sparì al valico. Le sue idee viaggiarono. Questo libro segue il Daodejing attraverso venticinque secoli: attraverso il grande dialogo con il confucianesimo che definisce la filosofia cinese, attraverso la divinizzazione di Laozi come Altissimo Signore Lao nel taoismo religioso, attraverso lo sviluppo brillante e sovversivo della tradizione da parte di Zhuangzi, attraverso la pittura, la calligrafia, la progettazione di giardini, la medicina e le arti marziali della Cina. E poi oltre i confini: verso Carl Jung, che trovò nello yin e yang uno specchio della propria psicologia del profondo; verso Ursula K. Le Guin, che tradusse il testo con l'orecchio di una poetessa e il cuore di una romanziera; verso Alan Watts e la controcultura; verso i movimenti contemporanei di ecologia profonda e semplicità volontaria. Laozi scrisse cinquemila parole. Ecco dove andarono.
Er hat vielleicht niemals existiert. Die Quellen sind widersprüchlich, die Daten unsicher, und der Name selbst bedeutet nichts weiter als Alter Meister -- ein Titel eher als ein Name. Dennoch ist Laozi, der geheimnisvolle Archivar der Zhou-Dynastie, der das Tao Te Ching angeblich an einem Grenzpa...